C’è qualcosa di profondamente queer nel concetto di “perdersi”. Significa abbandonare le rotte tracciate da altri per trovare una propria strada, anche se tortuosa. Se esiste una città che incarna questa filosofia quella è Lisbona.
La capitale portoghese non è una città da visitare con la mappa in mano e la tabella di marcia. È una città che va “sentita” sulla pelle, nei polpacci (preparatevi a salite che metterebbero alla prova anche la resistenza di una Drag Queen sui tacchi) e nello sguardo.

Il fascino dei vicoli: Alfama e Príncipe Real
Perdersi tra i vicoli dell’Alfama è un rito di passaggio. È il quartiere più antico, un labirinto di stradine medievali dove i panni stesi al sole sembrano bandiere e il suono del Fado esce dalle finestre socchiuse come un segreto.
Se invece cercate il cuore pulsante della comunità la vostra bussola deve puntare verso Príncipe Real. È qui che l’anima queer di Lisbona si manifesta in tutta la sua eleganza: concept store, giardini botanici e bar dove il tramonto sul Tago si accompagna sempre a un ottimo calice di Vinho Verde.

Occhi aperti: La bellezza (e qualche spigolo)
Diciamocelo chiaramente: Lisbona è bellissima, ma non è il set di un film Disney. È una metropoli viva, verace e, come tutte le grandi città turistiche, ha le sue zone d’ombra.
Se l’arte di perdersi è magica, farlo con troppa ingenuità può riservare sorprese poco piacevoli. Lisbona negli ultimi anni ha visto un aumento della micro-criminalità nelle zone più affollate. Ecco qualche consiglio da “amica saggia” per godersi il viaggio senza drammi:
- Borsa sempre davanti: Soprattutto sul leggendario Tram 28. È bellissimo, è iconico, ma è anche il parco giochi preferito dei borseggiatori. Tenete la borsa stretta come se fosse l’ultimo drink della serata.
- Baixa e zone buie: Di giorno la Baixa è splendida, ma di notte alcuni vicoli troppo isolati possono diventare poco rassicuranti. Restate dove c’è luce e movimento.
- Occhio alle proposte “strane”: Vi capiterà spesso, camminando per la Rua Augusta, che qualcuno vi offra “sostanze”. Sorridete, dite “No, obrigado” e tirate dritto. Spoiler: nove volte su dieci vi stanno vendendo alloro o gesso.

Perché Lisbona ci somiglia?
Amiamo Lisbona perché è una città di contrasti. È decadente e modernissima, è malinconica e festaiola. È una città che ha saputo trasformare le sue ferite in bellezza, proprio come abbiamo fatto noi con la nostra storia.
Perdersi a Lisbona significa accettare l’imprevisto, scoprire un miradouro segreto mentre cercavi un bancomat e capire che, a volte, non avere una meta è l’unico modo per arrivare esattamente dove dovevi essere.
