Bebe Rexha: Oltre i feat, l’Hitmaker che riscrive le regole (e campiona i miti)

Se pensate che il successo di Bebe Rexha sia esploso dall’oggi al domani non avete prestato abbastanza attenzione. In attività dal 2010, Bebe è quella che nell’industria musicale chiamano “l’arma segreta”. Prima di scalare le classifiche con il suo nome ha firmato pezzi che avete cantato a squarciagola senza sapere che ci fosse la sua penna dietro. Un esempio? The Monster di Eminem e Rihanna. Sì, quel ritornello iconico è farina del suo sacco.

Dopo anni di gavetta e collaborazioni pesanti oggi Bebe è una forza della natura che non ha paura di sperimentare, come dimostra la recente e clamorosa collaborazione con altre due icone della comunità: Kylie Minogue e Tove Lo in My Oh My. Ma è nei suoi ultimi singoli solisti che Bebe ci regala le riflessioni più interessanti.

Bebe Rexha: La firma invisibile dietro i tuoi ascolti

Prima di prendersi il centro del palco, Bebe ha costruito un impero come autrice. Oltre alla già citata The Monster per Eminem e Rihanna (che le è valsa un Grammy), la sua firma è ovunque:

  • È la mente dietro il successo planetario di Team per Iggy Azalea.
  • Ha scritto Like a Champion per Selena Gomez.
  • Ha collaborato alla scrittura di One Nation per Nicki Minaj (fuck her! cit.).

Senza contare le sue collaborazioni vocali che hanno dominato le classifiche da Hey Mama con David Guetta a Me, Myself & I con G-Eazy, fino alla recente I’m Good (Blue) che ha letteralmente monopolizzato radio e club per mesi. Bebe non è solo una cantante; è un’architetta del pop moderno che sa esattamente come costruire un ritornello che non ti esce più dalla testa.

I Like You Better Than Me: L’amore che annulla

Non lasciatevi ingannare dal beat accattivante. I Like You Better Than Me è un brano crudo che esplora il lato oscuro delle relazioni: la dipendenza affettiva. Il testo è una confessione onesta e quasi brutale di quanto ci si possa annullare per l’altro. Quando Bebe canta “Mi piaci più di quanto mi piaccia io”, non sta facendo un complimento romantico ma sta tracciando i confini di un amore tossico. È quel momento in cui l’identità personale svanisce per compiacere qualcun altro. Un tema che tocca da vicino molti di noi e che Bebe affronta senza filtri ricordandoci che nessun legame dovrebbe mai costarci la nostra autostima.

New Religion: Il battesimo del Dancefloor

Se la prima traccia scava nel cuore, New Religion punta dritta ai piedi (e ai ricordi). È una traccia dance ipnotica, sensuale, che poggia su una base a dir poco sacra: il campionamento della leggendaria “Insomnia” dei Faithless.

Campionare un mostro sacro del genere è un’operazione ad alto rischio ma Bebe Rexha ci riesce senza rovinare minimamente l’originale. Anzi, ne esalta la carica magnetica trasformandola in una preghiera laica per la pista da ballo. È un pezzo che piacerà tantissimo alla nostra comunità: c’è il richiamo alla storia della musica elettronica, c’è la celebrazione della libertà e quella vibe notturna che è da sempre il nostro “spazio sicuro”.

È strano che nessuno avesse pensato prima a un utilizzo così intelligente di quel riff di synth, ma siamo felici che l’abbia fatto lei.

Bebe Rexha sta vivendo una nuova stagione d’oro, dimostrando che si può essere pop pur restando profondamente onesti e coraggiosi nelle scelte musicali. Non vediamo l’ora di ballare queste tracce durante i nostri prossimi appuntamenti.

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